24 gennaio 2006
Titanici Accordi, Trascrizione poetica a tema - Iniziativa poetica a cura di Fabrizio Corselli
Titanici Accordi
Piano Concerto No. 3, op. 30 di Sergej Vasiljevich Rachmaninoff Trascrizione poetica a tema
Iniziativa poetica a cura di Fabrizio Corselli
Scadenza 21 /09 / 2006

Tema proposto per la Selezione
Il Risveglio dei Titani
Tra le bianche distese della musica, lungo quei prati albini che si configurano con le praterie dell’immaginario e dell’armonia, si sviluppa il tema principale di Titanici Accordi: il risveglio di una titanica bestia che flagella e falcidia le note, rincorse ansimanti e spossate per esser divorate da un “solo accordo”… uno scontro tra titani! L’opera rievoca in maniera pressante ed evocativa, seppur a volte romantica, il risveglio di questa indefinita creatura, evocata dallo stesso pianista, che si configura con il proprio estro artistico, al quale adesso viene dato libero sfogo (i famosi “lampi di genio”). Il pianista è avvinto nel vortice dei suoi sensi. L’atmosfera si fa elettrizzante, lo struggente dramma che si consumerà alla fine del concerto, inizia non appena egli intona i primi accordi sui tasti del piano… il suo destino è stato segnato solo per aver visto, anche se per un attimo, il vero volto della Musica. La tematica concede magistralmente il posto al tema della morte dei sensi, simulata visivamente dall’incedere di questa creatura, creata dallo stesso artista, e dall’annientamento della propria componente individuale, cui fa da sfondo un cimitero (Intermezzo Adagio); qui disseminate e sepolte le note, gli accordi e tutte quelle armonie che stanno per essere fagocitate dal titanico genio dell’artista… egli è entrato in un mondo in cui opera la sua vena compositiva. Ogni lamento è soffocato, poiché così è la sua creatività, ogni stesso lamento è un anelito al superamento di quella cortina, fatta di pensiero, che divide il musicista dal mondo reale; un urlo soffocato che anela a prender vita in quella sospirata realtà che è definita spartito… reclama il suo posto per diritto di nascita. I sensi sono “assisi” e “divelti” come quei corpi, da una componente creativa, sì forte e titanica nella sua libertà espressiva (la titanica creatura), ma che diverrà, in forza di questa sorgente inesauribile, fonte di distruzione e dannazione dell’artista.
(Dai “Grand Études Poétiques d’après Rachmaninoff”, Fabrizio Corselli)

Nota. 1 - Ogni partecipante potrà concorrere con un limite di temi sviluppabili in base allo schema previsto dall’iniziativa (vedi Tema da sviluppare e Note di Compilazione).
Nota. 2 - La partecipazione è aperta a tutti quei poeti che desiderino cimentarsi nella stesura di un poema che ha come obiettivo il profondo rapporto ideativo-figurativo con un brano di musica classica; nella fattispecie, il brano preso in considerazione risulta essere il Piano Concerto No.3, op.30 di Sergej Vasiljevich Rachmaninoff. La partecipazione è gratuita.
Nota. 3 - Data di scadenza per la consegna degli elaborati: 21/09/2006. Tutti gli elaborati dovranno pervenire entro tale termine. L’invio oltre il termine stabilito sarà causa d’esclusione dalla Selezione.
Nota. 4 - Ognuno può partecipare con opere originali ed in lingua italiana, purché inedite e non obbligatoriamente aderenti ad uno stile per così dire armonico. Per questo, l’iniziativa non si configura come un’emulazione della grammatica musicale, ma cerca di riprendere il tono che spetta ad essa in vista della stesura di una poesia, più in generale, sulla musica e nello specifico sull'idea tematica che suggerisce il brano musicale (Vedi Note completive). Quindi, lo scrittore è libero di conciliare - come meglio creda - il paradigma musicale scelto nelle sue diverse sfaccettature, anche se il tema è obbligato.
Nota. 5 - Tema da sviluppare e Note di Compilazione: le linee guida vanno sviluppate secondo lo schema a seguire, sempre però assecondando una certa libertà nel momento della stesura ed attenendosi al numero di versi richiesti. Il tema principale è quello proposto all'inizio del bando. Come anticipato nella Nota. 4, il partecipante può scegliere di sviluppare nella sua esposizione descrittivo-figurativa tanto la descrizione di un'intera suonata al pianoforte in maniera creativa quanto una figurazione di ampio respiro correlata in maniera interdipendente al brano musicale (come nel caso del tema proposto).
Ai fini della stesura, il partecipante potrà comporre:
1) Un poema unico, secondo modalità sopra descritta, con un minimo di 150 versi.
2) (Preferita). Un poema diviso in tre sezioni secondo i movimenti del brano, ossia 1) Allegro ma non tanto 2) Adagio 3) Finale alla breve.
Ogni sezione dovrà essere composta di due o tre poesie lunghe almeno 40 versi ciascuna, sempre concatenate tra di loro (tematicamente), o da un'unica di 65 versi. Tale divisione nasce dal fatto che è pur sempre possibile identificare all’interno di un movimento stesso più punti congeniali per una specifica figurazione in termini di espressività. Esempio: la parte del cimitero potrebbe suggerire al poeta una prima fase ideativa in cui le note si innalzano dal terreno e così assurgere all’unisono nel rispondere al richiamo della titanica creatura, che a sé richiama le proprie figlie, ogni nota, arpeggio e qualsiasi sorta di accordo lì giacenti. Una seconda parte interna potrebbe essere, a questo punto, lo sviluppo di una danza macabra, in cui sono assorti tutti quegli elementi che andranno a costituire l’opera finale. Le note si prendono per mano formando un accordo, e così via, ad ogni elemento per quanto “semplice” forma musicale, viene infusa vita. Questi comunque sono soltanto esempi di massima, il poeta è libero di comporre secondo la propria ideazione (pur all’interno di un tema proposto).
Nel caso in cui si dovesse comporre un testo che si appoggia ad un altro brano musicale, ma pur sempre legato concettualmente alla figurazione interessata, si scriverà sotto il titolo di sezione “sul tema di…” comprensivo del nome e cognome del compositore. Prendiamo l’esempio della danza macabra. Il poeta potrebbe appoggiarsi congiuntamente ad un altro brano musicale per rendere più fervido il proprio proposito ideativo come la “Songe d’une nuit du Sabbat” della Symphonie fantastique op.14 di Hector Berlioz. In questo caso, oltre al titolo di sezione e al titolo proprio del testo, andrà scritto ancora sotto “Sul tema di Songe d’une nuit du Sabbat di Hector Berlioz”.
Per esigenze espressive e compositive il poeta potrà inserire degli elementi apparentemente slegati dalla tema principale per fini, diciamo, “coreografici”.
Un classico esempio ci proviene dal movimento Dance of the Maids with Lillies dell’opera Romeo and Juliet (Suite No.2 Op.64) di Sergej Prokofiev: le ragazze delle Antille, protagoniste del movimento, non hanno punti di contatto con il dramma shakespeariano, riservandosi il compositore soltanto un ruolo coreografico.
Per maggiore compattezza figurativa è possibile interporre tra l'ultima poesia di sezione e quella della successiva sezione un raccordo tematico (ponte figurativo) che non superi i 15 versi di lunghezza. Ogni gruppo di poesie, all'interno di una sezione, dovrà recare obbligatoriamente all'inizio il titolo della sezione d'appartenenza, in grassetto.
Per questo tipo d'impostazione del lavoro, è vivamente consigliato un profondo ascolto dell'intero brano, con una particolare sensibilizzazione ai tre distinti movimenti.
CD consigliati per l'ascolto: 1) Rachmaninoff, Complete Works for Piano and Orchestra, Philips, 2001 (doppio CD). Pianista: Zoltán Kocsis. 2) Rachmaninoff, Piano Concertos 1-4, Decca, (doppio CD). Pianista: Vladimir Ashkenazy. London Symphony Orchestra. Conduttore: André Previn.
Note metrico-stilistiche: Non vi sono obblighi sul metodo di stesura metrica. Chi però non volesse usufruire del verso libero ma volesse adottare nello specifico un metro poetico, potrà usare quello che più ritiene consono per il raggiungimento di un’ottimale musicalità del testo. Nel caso di una scelta metrica, è più facile poter realizzare tutte le possibili correlazioni con la struttura musicale, grazie ai molti punti in comune con essa (in riferimento alla concettualità espressa attraverso le «misure irregolari», per esempio: come ben sappiamo la maggior parte dei compositori non si accontentano di scrivere musica adottando un gruppo di note regolari dai battiti troppo uniformi, ma impiegano come in poesia un grande gioco sulle variazioni derivanti dallo spostamento degli accenti tonici; o ancora le relazioni tra alcune figure musicali come l'anacrusi o la sincope). Del resto, se prendiamo in considerazione la nascita della notazione musicale, essa deriva fortemente dalla notazione ecfonetica adottata dalla tradizione lirica greca ed orientale per la recitazione, sviluppando in futuro quelli che erano semplici annotazioni di tipo esclamativo o interrogativo o sul mutamento di altezza di alcuni accenti nella lettura (come una sorta di pro-memoria) in un vero e proprio complesso formulario (approdando tra il V e VII secolo D.C. ai neumi). La scelta rimane in ogni caso e sempre del partecipante nella sua piena libertà, senza alcuna forma discriminatoria in sede di valutazione (la finalità è il raggiungimento di una particolare componente armonica, indipendentemente dall'uso del verso libero o del metro poetico, poiché o con l'una o con l'altra forma è possibile conseguire un eccellente risultato).
Note completive. Facendo un passo indietro nella Storia della Musica, vediamo come il concetto di musica a programma si contrappone a quello di musica assoluta, riferendosi a composizioni che suggono elementi ispirativi da un fatto extramusicale che era di solito prelevato da fenomeni prettamente naturali, per l'esattezza eventi sonori come il mormorio dei ruscelli, il fruscio delle foglie, canti d'uccelli (il Concerto in re maggiore per flauto e orchestra op.10 n.3 “Il gardellino, RV428 di Antonio Vivaldi) o altri animali, ed enunciato nel titolo o da una frase che lo accompagnava. Elemento di riguardo e senza alcun dubbio che ben si concede alla fase descrittiva è la Guerra: descritta attraverso semplici espedienti melodici e armonici che riprendono tutti gli elementi tipici delle numerose “Battaglie” come il clangore delle armi, il segnale dell’attacco o della ritirata, squilli delle trombe e così ancora (per l'appunto si fa cenno alla celebre “La bataille de Marignan” di Clement Janequin del periodo rinascimentale). Avendo carattere imitativo e descrittivo, i brani o per così dire episodi erano accostati in una specifica successione in modo da “narrare” vicende o lo svolgimento dei fatti. Ma nella sua continua evoluzione la musica a programma raggiunse i suoi primi successi esattamente nel XIX, legandosi indissolubilmente alla Letteratura, in modo da siglare per di più i brani con titoli evocativi o programmi posti sulla copertina della partitura, o addirittura all'inizio di ogni movimento. Si prenda proprio come esempio la Sinfonia n. 6 “La Pastorale” di L.V. Beethoven (genere musicale per eccellenza in questo campo della musica), dove ogni movimento reca indicazioni ben precise: I tempo “Piacevoli sentimenti che si destano nell’uomo all’arrivo in campagna”; II tempo “Scena al ruscello”; III tempo “Allegra riunione di campagnoli”; IV tempo “Tuono e tempesta”; V tempo “Sentimenti di benevolenza e ringraziamento alla Divinità dopo la tempesta”. E per suggellare il tutto, non possiamo non ricordare ciò che poi divenne il modello più significativo della sinfonia a programma, ed esattamente la Symphonie fantastique op.14 di Hector Berlioz (sopra citata). In questa sinfonia, in cui i tempi si svolgono nelle forme tradizionali fa la sua comparsa un collante davvero efficace in una sorta di idée fixe, diciamo di variazione o trasformazione tematica dell'Allegro iniziale. Ma l'accenno a questa trasformazione tematica è solo il preludio verso una tipologia impiegata nella forma esemplare della musica a programma che è il poema sinfonico. Padre del poema sinfonico fu Franz Liszt e grande sviluppatore del concetto del thematic transformation; una composizione per orchestra in un unico tempo, più volte strutturato secondo brani di carattere contrastante, la cui funzione è quella di sviluppare un'idea poetica, variandone il punto di vista e facendola così sembrare sempre diversa, in modo da evocare particolari atmosfere o anche tesa alla rievocazione di personaggi. La sua versatilità e piena flessibilità risiedeva nella possibile costruzione di analogie con immagini letterarie, rievocazioni storiche o anche richiami mitologici (per esempio si noti L'Orpheus di Liszt, o addirittura di Christoph Willibald Gluck, l'Orfeo ed Euridice). In effetti, se dovessimo comparare la musica con una personalità o un temperamento, potremmo dire con cognizione di causa che il suo carattere (al pari di un individuo) è quello di suscitare direttamente, dentro di noi stati d'animo, sensazioni tradotte in immagini le quali si ripetono ogni volta che si ripete quella combinazione musicale che le ha per la prima volta generate; molti dei compositori, con ampio e profondo intuito, hanno compreso che modificazioni di una combinazione armonica o melodica di suoni possono essere utili per graduare, svolgere sensazioni e immagini in rapporto con lo stesso modificarsi o svolgersi del pensiero e del sentimento cui la composizione si è ispirata; ne nasce una interdipendente relazione. Ed è qui, che quella idée fixe riscontrata in Berlioz trova in Richard Wagner uno dei massimi esponenti di questa facoltà della musica, precisamente sotto il termine di “leit-motiv” (al quale egli lega inoltre l'aspetto del “dramma”). Così tale “leit-motiv” (motivo conduttore) «nato dallo stato d'animo suscitato nel musicista dalla poesia e dal carattere drammatico di una situazione o di un personaggio, o da un elemento ambientale, si identifica con esso, così da poterne riflettere tutte le vicende riapparendo nelle proprie innumerevoli modificazioni ritmiche, armoniche, di colore strumentale, che la tecnica musicale moderna rende possibili». La musica a programma contiene in sé molteplici risorse, grazie al suo impiego esteso al campo della didattica, poiché rappresentativa di un genere di più immediata e accessibile comprensione da parte delle menti giovani; inoltre grazie alla sua evocatività e capacità di figurazione, questa forma musicale avvia l'individuo verso una maggiore attenzione uditiva e soprattutto per la facoltà di astrazione che essa presuppone (tipico esempio nell'educazione musicale è l'analisi del famoso Pierino e il Lupo di Prokofiev). Come altri esempi di musica descrittiva (tra poemi sinfonici, sinfonia a programma, Overtures da Concerto e così via...) possiamo annoverare: *Ce qu'on entend sur la montagne (Quel che si ascolta sulla montagna; da Victor Hugo); * Tasso. Lamento e trionfo (da Byron); * Les Préludes (da Alphonse de Lamartine); * Orpheus; * Prometheus; * Mazeppa (da Victor Hugo); * Festklänge (Suoni di festa); * Héroïde funèbre (Lamento d'eroe); * Hungaria; * Hamlet (da William Shakespeare); * Hunneschlacht (Battaglia di Unni; ispirato ad un dipinto di Wilhelm Kaulbach); * Die ideale (da Friedrich Schiller); * Von der Wiege bis zur Grabe (Dalla culla alla tomba; ispirato ad un dipinto di Mihály von Zichy). I quattro concerti sotto il titolo di Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi (per di più introdotti da veri e propri sonetti esplicativi che ne illustrano le rispettive caratteristiche); il ciclo di poemi sinfonici intitolato Má vlast (La mia patria) di Bedrich Smetana; Romeo and Juliet (Suite No.2 Op.64) di Sergej Prokofiev; la Shéhérazade di Rimsky Korsakov; la Danse macabre di Charles Camille Saint-Saëns; la contrastata Sinfonie Nr.1 D-dur “Der Titan” di Gustav Mahler; oppure il poema sinfonico per orchestra Fontane di Roma di Ottorino Respighi (che consiglio caldamente di ascoltare). E proprio su questo poema sinfonico mi soffermo un attimo, per potere citare alcune delle indicazioni che lo stesso compositore scrisse sulla partitura, in modo da spiegare gli “elementi descrittivi” e “programmatici” che lo ispirarono. Dalla nota iniziale: “In questo poema sinfonico l’Autore ha inteso di esprimere sensazioni e visioni suggeritegli da quattro fontane di Roma, considerate nell’ora in cui il loro carattere è più in armonia col paesaggio circostante o in cui la loro bellezza appare meglio suggestiva a chi le contempli.”. Da La fontana di Valle Giulia all’alba: “La prima parte del poema, ispirata alla fontana di Valle Giulia, evoca un paesaggio pastorale: mandre di pecore passano e dileguano nella bruma fresca e umida di un’alba romana”. Da: La fontana del Tritone al mattino: “Un improvviso squillare fortissimo ed insistente di corni sui trilli di tutta l’orchestra inizia la seconda parte. E’ come un richiamo gioioso cui accorrono a frotte naiadi e tritoni che s’inseguono e fra gli spruzzi d’acqua intessono una danza sfrenata”.
Sintesi. In sostanza, la trascrizione poetica non fa altro che attuare il processo inverso, facendo riemergere quelli che sono gli elementi descrittivi sottesi al brano o desumendoli dall'ascolto approfondito dello stesso, filtrandoli con processo osmotico attraverso la membrana della propria immaginazione, la quale con forte carattere espressivo tenta di donare al suono un proprio corpo nelle fattezze di vivida immagine. Tendenzialmente il processo di trascrizione poetica attende alla capacità del poeta di strutturare un profondo e sviluppato impianto ideativo-descrittivo in base all'interpretazione astrattiva dell'elemento musicale, seguendone con analisi e disciplina ogni tracciato armonico e melodico. Per il tipo di implicazioni compositive, in ambedue i casi, sarebbe a dir poco superficiale e riduttivo porlo nei termini comuni “scrivere ispirandosi ad un brano musicale” o “comporre un brano musicale ispirandosi ad un testo poetico”. Il legame è più intimo.
Testo consigliato per lo studio della grammatica musicale e lo sviluppo delle relazioni con l'ambito poetico: Ottò Károlyi, La grammatica della Musica - La teoria, le forme e gli strumenti musicali, Torino, Einaudi, 1969.
Nota. 6 - Consegna degli elaborati. Gli elaborati dovranno essere inviati, per via email, in forma d’allegato e con il titolo del file “Poema per Titanici Accordi ”, all’indirizzo fiore_notturno@yahoo.it (l’allegato è preferito in formato .txt o .rtf). L’oggetto della email deve essere Selezione Titanici Accordi. Il file non dovrà contenere alcun nome e cognome dell’autore. L’email dovrà contenere unitamente all’elaborato anche un curriculum vitae dell’autore, sempre in forma d’allegato, in cui saranno specificate le note anagrafiche ed eventualmente, se presenti, quelle artistiche. È obbligatorio inserire almeno Nome, Cognome, Età, Titolo del poema o delle poesie costituenti il poema (nel caso non si fosse optato per la soluzione in forma unica) e la relativa certificazione di originalità e di inedito nella forma [“Dichiaro che l’opera (Titolo dell’elaborato) è di mia creazione ed inedita”]. La certificazione sarà replicata alla stessa maniera per le successive poesie costituenti il poema.
Nota. 7 - Non è ammesso partecipare con opere che hanno già concorso in altri premi letterari o che sono state pubblicate in altre collettive antologiche o quotidiani o riviste on line…
Nota. 8 - Si declina ogni responsabilità per eventuali disguidi durante l’invio della email.
Nota. 9 - I dati personali sono tutelati secondo le norme vigenti sulla Privacy dell’articolo 675/96.
Nota. 10 - I risultati saranno comunicati ai relativi partecipanti in tempo debito, prima della riorganizzazione del materiale in vista della pubblicazione.
Nota. 11 - La partecipazione all’iniziativa implica l’incondizionata accettazione del presente regolamento.
Nota. 12 - Finalità. I suddetti operati saranno selezionati secondo una struttura organica nell'ordine previsto dallo schema, in vista della pubblicazione su diverse web-zine del settore.
Per Informazioni
Fabrizio Corselli
fiore_notturno@yahoo.it
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Siti consigliati su Rachmaninoff
Rachmaninoff Society:
http://www.rachmaninoff.org/
Su Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Sergei_Vasilyevich_Rachmaninoff
o
http://en.wikipedia.org/wiki/Sergei_Rachmaninoff
Su Classical Net:
http://www.classical.net/music/comp.lst/rachmaninoff.html
Altri Siti utili su Rachmaninoff:
http://rachmaninov.altervista.org/
http://www.rachmaninoff.co.uk/
| inviato da il 24/1/2006 alle 17:23 | |
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