20 maggio 2005
STEFANO LOREFICE: BUDAPEST SWING LOVERS - di Giada Preziosa Perlina

STEFANO LOREFICE :
BUDAPEST SWING LOVERS
Edizioni Clandestine 2004, pp.64, Euro 7.00
di Giada Preziosa Perlina
Fonte: Dama Perlacea
Provocatorio, bizzarro,arte poetica mutante. Nel linguaggio poetico di Stefano Lorefice il punto, la virgola, i due punti, i segni esclamativi sono deceduti nel linguaggio antiprovinciale per poi riavvicinarsi alla tendenza al realismo ed al decadentismo. La pluralità linguistica “Meticolosa” è paragonabile al boogie woogie ad un blues veloce e ballabile, improvvisato da artisti di strada dalla pelle nera. Poetica venuta alla luce come forma quasi “Intima” va,invece, inserita in un’esistenza frangibile legata all’esaltazione della ruota panoramica del destino, in cui le parole somigliano a immagini che si riaffacciano alla memoria, nel rilievo plastico tracciato dal chiaroscuro della mascolinità incisiva della metropoli, negli slogan che vengono affrescati destinati a persuadere l’ascoltare ed il lettore. Nei versi di Lorefice si sottrae alla vista la luce come realtà fisica, la retorica viene abbattuta e la riproduzione dell’oralità viene scandita dal flusso interiore. Il senso di squallore e l’antiestetica angoscia diventano elementi chiave in grado di stimare la prosa realista. Scene perfezionate nel buio, disordinate, intermittenti, danno l’impressione di un’occultata telecamera che filma il Disfacimento il quale si riflette sui luoghi parigini annichiliti da deformi e trasgressivi uomini travestiti da essere umani. Immagini che sembrano fermarsi sulla retina, flash che creano uno stretto rapporto d’interdipendenza. Il lettore s’immedesima nel caliginoso scatto fotografico del poeta, che in quel momento si ritrova a far coincidere il rovesciamento dell’annullamento per rintanarsi nel confusionario cosmo. Il fumo della metropoli si solidifica come l’esercito, che non conosce il miasma di una valorizzazione profonda. I versi risultano essere svincolati dall’operazione naturale metaforica. Interruzione, battito frenetico d’ali, scoppio. Colui che sprofonda nella lettura rintraccia il luogo dove risiede il poeta: in una pozza fangosa senza sassi a cui aggrapparsi. In “Budapest swing lovers” le rime ormai superate capitombolano in una visione del mondo a 360°, in un’analisi di coscienza simile ad un monologo interiore. Lorefice non si serve delle solite stringatezze che impone la lingua italiana, preferisce sparare pallottole sulla punteggiatura. Dichiarato Novecento adultero, “Budapest Swing Lowers” ci offre una prosa visionaria del simbolismo Europeo, interiezioni contigue provenienti dall’Interno in cui lo stile ribelle si fonde con l’esperimento del dolore mortificato. E’ inutile scandire e regolare il flusso delle metafore, dei versi, in modo da riprodurre il più fedelmente possibile le intonazioni espressive del parlato, egli accoglie le sue liriche nel realismo linguistico facendo cadere nel blues i complessi segni d’interpunzione. A tratti la chitarra-jazz si quieta per un momento ma subito il plettro riprende a movimentare le corde. I Toni musicati risultano essere sbloccati da eventi di spaccatura singolare e geniale. Blues collegabile a Budapest swing lovers dal termine “Blue” della copertina, richiama il Cosmo il quale corrisponde all’idea di suprema spaziosità. Cosmo accordato e prospettico legato alla conformazione ed al moto dei corpi celesti nello spazio armonico ed ordinato, in contrapposizione al caos sensibile e all’arrotolamento sfolgorante della poesia moderna. Valori simbolici dinamici e dal raffinato gusto per le inflessioni tastabili caotiche e travolgenti della vita urbana (rintracciabili nei quartieri malfamati di New York) e in alcuni versi pervaso da melanconica disperazione. La scrittura di Lorefice è sempre istintiva, non lasciata sfuggire e orientata verso un linguaggio anticonformista del nostro odierno vivere.
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...NEGATIVITY SYSTEM COLLAPSE...
un volo dove la negatività è intollerabile
il controllo non arriva
scendere a velocità variabile per evitare di scomparire
scendere e urlare
ascoltare il suono sinusoidale di frammentazione
vicino alla meta
collegare pause
portano il significato di comprensione
di fuga terminale dal sistema
usare le mani per comunicare l’unico modo d’esistere
urlare
| inviato da il 20/5/2005 alle 23:22 | |
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